Lunedì, 27 Luglio 2026 15:55

Illegalità F-GAS, i produttori di macchine home comfort reagiscono con interventi sistemici

Già dal 2016 RIDOMUS, il più grande consorzio dii produttori italiani nel settore condizionatori, ritira gli apparecchi delle grandi utenze facendosi carico di ogni costo e avviando le materie secondarie ottenute alle filiere di recupero.

Entro il 31 dicembre 2027 i produttori di apparecchi elettrici ed elettronici saranno resi responsabili del recupero, riciclaggio, rigenerazione o distruzione dei gas fluorurati a effetto serra contenuti nelle loro apparecchiature, quando sono a fine vita oppure in fase di manutenzione. Ciò dovrà avvenire nel quadro dei regimi, già vigenti, di responsabilità estesa del produttore per i RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche). A stabilirlo è l’articolo 9 del regolamento europeo 2024/573, comunemente chiamato “regolamento F-Gas”. Ma nel frattempo l’illegalità dilaga.

Fakes, fraud and F-Gases

A dare i dettagli della situazione è il rapporto Fakes, Fraud and F-Gases, dell’Environmental Investigation Agency, pubblicato lo scorso aprile. A causa del phase out degli F-Gas imposto dal regolamento europeo, il prezzo medio degli F-Gas offerti ai distributori è aumentato di oltre dieci volte in pochi anni, diventando estremamente più alto di quello applicato dai paesi che non sono soggetti a quote. Cina, Turchia e Albania esportano illecitamente il gas facendolo filtrare nell’Unione Europea da Bulgaria e Romania, dove i controlli doganali sono meno efficaci. I gas illegali coprono mediamente il 30% del mercato europeo. Ma in Italia, principale utilizzatore europeo di condizionatori, l’illegalità rappresenta la metà del mercato.

“Con la responsabilità estesa del produttore sugli F-Gas, l’Europa punta a immettere sul mercato grandi quote di gas rigenerato”. A chiarirlo è Marco Ferracin di SAFE-Hub delle Economie Circolari, società consortile che conta tra i suoi soci RIDOMUS, il più grande consorzio dei produttori italiani di macchine home-comfort. “L’obiettivo è compensare il vuoto di mercato creato dal progressivo phase out dei gas vergini equivalenti. Ma i prezzi molto contenuti delle offerte illegali fanno concorrenza sleale al gas rigenerato, che oggi stenta a raggiungere il 10% del mercato”. “Il meccanismo voluto dall’Europa si è inceppato - prosegue il manager - e se il fenomeno non verrà contrastato efficacemente, il rischio è che la responsabilità estesa del produttore, quando subentrerà, dovrà affrontare un mercato completamente dominato dall’illegalità”.

I produttori non sono rimasti a guardare

“Già dal 2016 - riferisce Ferracin - quando il phase out degli F-Gas era ancora solo un’idea, e in anticipo sull’obbligo di ritiro gratuito degli apparecchi professionali a fine vita, RIDOMUS ritira gli apparecchi delle grandi utenze, facendosi carico di ogni costo e avviando le materie secondarie ottenute alle filiere di recupero monitorate con il protocollo Ecoguard®. RIDOMUS endiconta ai suoi produttori le quantità recuperate di metallo, plastica e gas. Il consorzio agisce anche più capillarmente, con il programma CENTAURI, che coinvolge i piccoli installatori e manutentori fornendo loro gratuitamente le bombole necessarie a ritirare in modo differenziato il gas da rigenerare”.

“Con queste attività i produttori di macchine home-comfort danno il loro contributo al sistema, oltre ciò che impone loro la legge, perché il gas rigenerato prenda piede e vada a riempire le quote di mercato che oggi sono coperte dall’illegalità. Ma la battaglia può essere vinta solo se i controlli delle autorità aumentano e diventano più efficaci. La responsabilità estesa del produttore segnerà un importante punto di evoluzione: però è importante che subentri in un mercato normalizzato - conclude il manager di SAFE-Hub delle Economie Circolari -. Lo Stato italiano si è pienamente reso conto del problema, ed è già in corso un giro di vite contro le importazioni illegali coordinato con le autorità degli altri Stati membri. Ciò ci rende ottimisti”. (red.)