Entro il 31 dicembre 2027 i produttori di apparecchi elettrici ed elettronici saranno resi responsabili del recupero, riciclaggio, rigenerazione o distruzione dei gas fluorurati a effetto serra contenuti nelle loro apparecchiature, quando sono a fine vita oppure in fase di manutenzione. Ciò dovrà avvenire nel quadro dei regimi, già vigenti, di responsabilità estesa del produttore per i RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche). A stabilirlo è l’articolo 9 del regolamento europeo 2024/573, comunemente chiamato “regolamento F-Gas”. Ma nel frattempo l’illegalità dilaga.
Fakes, fraud and F-Gases
A dare i dettagli della situazione è il rapporto Fakes, Fraud and F-Gases, dell’Environmental Investigation Agency, pubblicato lo scorso aprile. A causa del phase out degli F-Gas imposto dal regolamento europeo, il prezzo medio degli F-Gas offerti ai distributori è aumentato di oltre dieci volte in pochi anni, diventando estremamente più alto di quello applicato dai paesi che non sono soggetti a quote. Cina, Turchia e Albania esportano illecitamente il gas facendolo filtrare nell’Unione Europea da Bulgaria e Romania, dove i controlli doganali sono meno efficaci. I gas illegali coprono mediamente il 30% del mercato europeo. Ma in Italia, principale utilizzatore europeo di condizionatori, l’illegalità rappresenta la metà del mercato.
“Con la responsabilità estesa del produttore sugli F-Gas, l’Europa punta a immettere sul mercato grandi quote di gas rigenerato”. A chiarirlo è Marco Ferracin di SAFE-Hub delle Economie Circolari, società consortile che conta tra i suoi soci RIDOMUS, il più grande consorzio dei produttori italiani di macchine home-comfort. “L’obiettivo è compensare il vuoto di mercato creato dal progressivo phase out dei gas vergini equivalenti. Ma i prezzi molto contenuti delle offerte illegali fanno concorrenza sleale al gas rigenerato, che oggi stenta a raggiungere il 10% del mercato”. “Il meccanismo voluto dall’Europa si è inceppato - prosegue il manager - e se il fenomeno non verrà contrastato efficacemente, il rischio è che la responsabilità estesa del produttore, quando subentrerà, dovrà affrontare un mercato completamente dominato dall’illegalità”.
I produttori non sono rimasti a guardare
“Già dal 2016 - riferisce Ferracin - quando il phase out degli F-Gas era ancora solo un’idea, e in anticipo sull’obbligo di ritiro gratuito degli apparecchi professionali a fine vita, RIDOMUS ritira gli apparecchi delle grandi utenze, facendosi carico di ogni costo e avviando le materie secondarie ottenute alle filiere di recupero monitorate con il protocollo Ecoguard®. RIDOMUS endiconta ai suoi produttori le quantità recuperate di metallo, plastica e gas. Il consorzio agisce anche più capillarmente, con il programma CENTAURI, che coinvolge i piccoli installatori e manutentori fornendo loro gratuitamente le bombole necessarie a ritirare in modo differenziato il gas da rigenerare”.
“Con queste attività i produttori di macchine home-comfort danno il loro contributo al sistema, oltre ciò che impone loro la legge, perché il gas rigenerato prenda piede e vada a riempire le quote di mercato che oggi sono coperte dall’illegalità. Ma la battaglia può essere vinta solo se i controlli delle autorità aumentano e diventano più efficaci. La responsabilità estesa del produttore segnerà un importante punto di evoluzione: però è importante che subentri in un mercato normalizzato - conclude il manager di SAFE-Hub delle Economie Circolari -. Lo Stato italiano si è pienamente reso conto del problema, ed è già in corso un giro di vite contro le importazioni illegali coordinato con le autorità degli altri Stati membri. Ciò ci rende ottimisti”. (red.)









